A Piedi il Mondo

Valle d’Aosta: escursione al Rifugio Mezzalama

Il Rifugio Mezzalama (3036m) è uno dei rifugi storici della Valle d’Aosta (inaugurato nel 1934 e poi ampliato nel 1987). È collocato sulla morena laterale del, ormai quasi estinto, Grande Ghiacciaio di Verra, alla base delle Rocce di Lambronecca. Insieme al rifugio Guide di Ayas è il punto di partenza che permette di raggiungere i 4.000 m del Castore, del Polluce e altre mete.
Precisamente, è situato nel comune di Ayas (AO), nella Val d’Ayas, a 3036 metri. È intitolato a Ottorino Mezzalama (1888-1931), alpinista torinese travolto da una valanga sul Ghiacciaio di Malavalle nelle Alpi Breonie.

Nonostante l’altitudine, il Rifugio Mezzalama è molto frequentato. È una delle mete più classiche, note e apprezzate della Val d’Ayas, con il suo ampio panorama sui ghiacciai.
Il sentiero, seppur lungo, non presenta grosse difficoltà tecniche ma è adatta ad escursionisti ben allenati. Inutile ricordarvi di indossare le scarpe da trekking 😛

Come arrivare al Rifugio Mezzalama

Il sentiero vero e proprio per arrivare al Rifugio Mezzalama comincia dal Pian di Verra Superiore. Ma per arrivarci, il punto di partenza è la frazione di Saint Jacques (1689m).

Inizio escursioneSaint Jacques 1689m
ArrivoRifugio Mezzalama 3036m
Dislivello1315m
DifficoltàE
Tempo3-4h solo andata (dipende dal vostro allenamento)
Periodo apertura del rifugio Metà Giugno-Luglio-Agosto-Metà Settembre

Il sentiero per il Rifugio Mezzalama passando dal Lago Blu

Dalla piazza di Saint Jacques, dopo aver superato la chiesetta, proseguiamo dritto tramite una ripida salita in asfalto. Superiamo un bar/ristorante e da qui cominceremo a vedere le prime segnaletiche gialle che ci indicano il sentiero numero 7.

Segnaletiche per il Rifugio Mezzalama

Proseguiamo avanti, costeggiando il torrente Evançon, fino a superare un piccolo ponte in legno. Qui troviamo una piccola fontana in legno, dove possiamo riempire la borraccia prima di salire.

Imbocchiamo la mulattiera con degli ampi gradoni sulla destra, fino ad arrivare nel bosco. Si continua a salire proseguendo sempre dritto e seguendo le frecce gialle che incontrerete dipinte sui massi. Impossibile perdersi!

Inizialmente, con i muscoli ancora freddi, la salita si farà sentire. Ma riscaldandosi sarà sempre più semplice.

Arriviamo alla frazione di Fiery, dove si trova un vecchio albergo abbandonato. Qui avrete due possibilità: sulla sinistra avete il sentiero per il bar/ristorante Fiery e a destra si prosegue verso il lago blu e il Rifugio Mezzalama.

Frazione Fiery
LA MERAVIGLIOSA DISTESA DEL PIAN DI VERRA

Si continua sempre in avanti, in leggera salita, seguendo le frecce gialle e i segnali numero 7. Non bisogna mai girare, il sentiero prosegue dritto.
Dopo un’ora di salita, il sentiero spiana. Siamo arrivati al Pian di Verra inferiore, una meravigliosa distesa di fiori e verde! Indubbiamente, qui abbiamo una vista mozzafiato: dinanzi a noi si erge il Monte Rosa in tutto il suo splendore! In primo piano abbiamo: le cime del Castore, del Polluce, della Roccia Nera e dei Breithorn. Ci si sente piccoli a confronto con questa maestosità!

Pian di Verra

Attraversando la piana, mantenendo sempre la sinistra, arriviamo all’ultima salita da affrontare prima di essere ripagati da questa fatica. La salita che si presenta è formata da grossi massi che formano dei gradoni, e costeggia il torrente Evançon. Ci si impiega più o meno mezz’ora, fino ad arrivare ad un ponticello in pietra. Lo attraversiamo e ci ritroviamo davanti ad una magnifica vista sul Lago Blu!

Lago Blu

Una volta arrivati al Lago Blu si prosegue in salita verso destra salendo sulla morena e arrivando al Pian di Verra Superiore, un posto incantevole. Da qui inizia il vero e proprio sentiero che ci porterà al Rifugio.
Imbocchiamo il bivio sulla sinistra. Saliamo verso la cresta su un percorso serpeggiante. Qui potrete avere l’occasione di scorgere qualche marmotta 🙂
Alcuni tratti in piano o leggermente in discesa si alternano ad altri in decisa salita ed è proprio qui che cominciamo ad intravedere la nostra meta. Sembra vicino ma è proprio ora che si comincia a sudare!

Segnaletica

In questo punto si può avere qualche incontro ravvicinato con degli stambecchi. Io ne ho incontrato uno proprio sul mio sentiero, che mi guardava incuriosito per poi andar via saltellando. E più in là gli incontri si sono fatti sempre più numerosi. E’ stata un’esperienza magnifica!

Stambecchi

Il tratto finale sale deciso, scopro solo al mio arrivo che quell’ultima salita che mi ha messo a dura prova viene sopranominata “l’ammazza-cristiani”. Che nome azzeccato!
E’ impegnativo ma solo per una questione di altitudine e dislivello. Non presenta difficoltà tecniche. Approfittiamo di prendere fiato per guardarci intorno e notare di quanta bellezza siamo circondati. Guardando a destra possiamo notare la ormai ridotta lingua di ghiaccio del Grande Ghiacciaio di Verra. Questo arreca tanta amarezza. Sempre sulla vostra destra avrete le acque azzurastre del Lago del Piccolo Ghiacciao di Verra.

Lago del Piccolo Ghiacciaio di Verra

Un ultimissimo sforzo ed ecco dinanzi a noi il bellissimo Rifugio Mezzalama sullo sfondo i maestosi 4000m che al momento posso solo guardare da quaggiù.

Da qui è possibile procedere per il Rifugio delle Guide d’Ayas.

Rifugio Mezzalama

Per la discesa ho preso la mulattiera al Pian di Verra Superiore senza passare dal lago blu, che vi taglia un po’ di strada.

salire con il fuoristrada

Al Rifugio Mezzalama ci si arriva a piedi ma è possibile usufruire del servizio fuoristrada ed evitare 90-120′ di marcia di avvicinamento.

per info e contatti

Le emozioni a 3000m

Potrei classificarla come la mia prima escursione in solitaria in cui ho superato i 3000m. Quando sei da sola le emozioni, le sensazioni, le paure, la gratitudine, la soddisfazione, raddoppiano. Riesco a sentire tutto questo e altro ancora così tanto ma così tanto che a volte mi sento il cuore saltar via dal petto.

Vista sul Pian di Verra Superiore

Oggi ho visto per la prima volta degli stambecchi da vicino. E il primo di loro che si è presentato a me, era nel bel mezzo del piccolo sentiero. Abbiamo sentito la nostra presenza. Mi sono bloccata e mi è salito il cuore in gola. Non era paura ma ho sussultato. Non so ben dire se fosse esaltazione, commozione o assoluta sorpresa. Lui mi ha guardata. Ha allungato il collo per guardarmi meglio. Ho fatto dei passi, continuando a camminare sul sentiero, così avvicinandomi ancor di più a lui. Insicuro è corso via. Ma prima di allontanarsi del tutto, si è bloccato per guardarmi ancora una volta. Dopodiché l’ho visto sparire.
Non aveva grandi corna. Aveva delle corna piccole, il che deduce che fosse una femmina o comunque un giovane esemplare. Di lì in avanti ne ho incontrati tanti altri, di questi molti con delle grandi e maestosa corna. Incredibile. Che meraviglia!

Il mio primo stambecco visto da vicino

Le meraviglie di questa giornata non sono finite qui. La meraviglia a cui hanno assistito i miei occhi non si può trascrivere. Dunque vi invito a mettervi in cammino. Ci vediamo su, a 3000m, dove basta alzare la mano per poter toccare il cielo nel mentre con gli scarponi raggiungiamo la felicità.

Ti può interessare anche:
Val d’Ayas: escursione al vallone selvaggio delle Cime Bianche
Mascognaz: il villaggio fiabesco della Val d’Ayas
Val d’Ayas: escursione al cristallino lago blu
Trekking a Soussun: l’antico villaggio Walser




I 10 comandamenti (più uno) del buon camminatore
  1. Fermarti quando il tuo corpo e la tua mente lo necessitano.
  2. Riprendere fiato dopo una lunga salita.
  3. Seguire il proprio ritmo.
  4. Parlarsi, ascoltarsi, capirsi, accettarsi, amarsi.
  5. Accettare le difficoltà e superarle.
  6. Non tutto si ottiene subito.
  7. Sorridere, sempre e comunque.
  8. A volte perdersi ci fa scoprire strade e panorami che ci tolgono il fiato.
  9. Potete mollare.
  10. Decidere con chi camminare è fondamentale.
  11. Vivere di poco è il segreto della felicità.