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E se a tutto c’è una fine, sii il tuo nuovo inizio!

L’anno del 2020 per me è stato pieno di un sacco di insegnamenti.

Una delle cose più preziose che io abbia capito nella mia vita, è che ad ogni fallimento c’è una preziosa opportunità da poter cogliere.

Il 9 Febbraio del 2020, lasciavo una città che per 5 anni è stata la mia casa: Milano.

La vita in quei ultimi anni mi aveva messo a dura prova, appena cercavo di rialzarmi da una caduta, mi ritrovavo di nuovo a terra. Alla fine, ero così stanca che per un periodo ho deciso di rimanere a terra, sentivo di non avere più le forze e le motivazioni per rialzarmi ancora una volta.

Bisogna toccare il fondo

L’anno 2019 per me è stato disastroso.

Ebbi un periodo dove il mio corpo era in continuo movimento, non si fermava MAI, neanche per dormire!
Lavoravo a tempo pieno in un hotel e decisi di cominciare un secondo lavoro, notturno così da riuscire a conciliare con gli orari. Per mesi mi sembrava come se avessi la continua necessità di muovermi, pur di non stare ferma e farmi attanagliare dai pensieri.
Arrivavo a lavorare 60-65 ore a settimana, dormendo si e no un’ora a notte se non per niente. Ricordo che a lavoro mi è capitato di non riuscire a tenere gli occhi aperti e di addormentarmi sui tavoli durante le pause pranzo.

Bevevo un sacco, erano più i giorni in cui non sapevo chi ero che quelli sobri.
Cominciò un periodo di autodistruzione totale, portavo il mio fisico allo stremo, mi muovevo per Milano in bicicletta percorrendo fino a 40-50 km al giorno, oltre tutte le ore di lavoro giornaliere e zero di sonno.

Dopo l’ennesima batosta, mi sentii letteralmente sprofondare in un pozzo profondo da cui mi sembrava impossibile uscirne. Da qui comincia un periodo opposto di quello precedente. Mi accorsi di avere sempre più difficoltà ad alzarmi dal letto al mattino, a volte ci rimanevo anche per tutta la giornata. Persi la voglia di lavorare, ci andavo controvoglia, spesso in ritardo, il mio corpo lavorava mentre io mi sentivo morta dentro.
Zero stimoli, zero voglia di fare, sorridevo mentre avrei tanto voluto urlare quanto stavo male dentro.

A Gennaio del 2020 potrei benissimo dire che tutta la mia intera vita e la mia intera persona andò in frantumi, nel giro di sole 2 settimane.

Il mio corpo cominciò ad inviarmi numerosi segnali, più volte ha cercato di abbandonarmi. Ho cominciato a soffrire di attacchi di panico, uno di questi così potente da farmi finire in pronto soccorso.

Ero sola.

Me lo ripetevo sempre nella mia testa.

Ero sola e non sapevo più come salvarmi.

Ero entrata in una situazione assurda da cui faticavo ad uscirne.

Ero stanca! Stanca fisicamente, stanca psicologicamente.

Non lasciarti rubare la tua luce: scegliti, cercati!

In una mattina fredda di fine gennaio, mi guardai allo specchio e successe una cosa che mi scosse: non mi riconobbi. Mi guardavo ma non trovavo il mio sguardo, il mio sorriso, vedevo solo gli occhi gonfi, le occhiaie nere, il viso smunto.

Tra una crisi di pianto e un sospiro, feci due chiamate quel giorno:
una in cui comunicavo le mie dimissioni e l’altra dove avvisavo mia madre che tornavo a casa.

Quel giorno presi la decisione più difficile di sempre: MOLLARE!

Decisi di mollare tutto ma più di tutto quel giorno decisi di salvarmi, ma questo lo avrei capito solo mesi dopo.

Con quella decisione, io scelsi me stessa. Scelsi di uscire fuori dal buio e cominciare a cercarmi, sapevo che ero ancora lì da qualche parte.

All’età di 27 anni, dopo 5 anni di totale indipendenza e sicurezza lavorativa, io stavo fallendo.

Avevo fallito in tutto, la mia vita era uno schifo, ero stata tradita da tutte le persone che dicevano di amarmi e non mi rimaneva più niente, tutto quello che avevo costruito era andato in mille pezzi.

Trasforma il tuo fallimento in una preziosa rinascita

Dopo qualche mese trasformai quel fallimento nella mia più grande opportunità: esaudire i miei sogni nel cassetto, che avevo sempre messo da parte per il mio lavoro e per l’amore.

Fallirò ancora, certo che fallirò!
Il fallimento è parte integrante della vita, non c’è crescita senza il fallimento. E non c’è coraggio senza la paura.

I salti nel vuoto sono una bellissima opportunità da cogliere, quando tutto ti sembra non andare nel verso giusto. Non forzare a far andare le cose bene se non è ciò che ti fa stare bene.

Puoi mollare! Prenditi la libertà di poter fallire, e poi…ricomincia da zero!

Rendi il tuo fallimento la tua bellissima rinascita!



I 10 comandamenti (più uno) del buon camminatore
  1. Fermarti quando il tuo corpo e la tua mente lo necessitano.
  2. Riprendere fiato dopo una lunga salita.
  3. Seguire il proprio ritmo.
  4. Parlarsi, ascoltarsi, capirsi, accettarsi, amarsi.
  5. Accettare le difficoltà e superarle.
  6. Non tutto si ottiene subito.
  7. Sorridere, sempre e comunque.
  8. A volte perdersi ci fa scoprire strade e panorami che ci tolgono il fiato.
  9. Potete mollare.
  10. Decidere con chi camminare è fondamentale.
  11. Vivere di poco è il segreto della felicità.

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