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Vivere in cammino: i 10 comandamenti (più uno) del buon camminatore

Vivere in cammino: la mia filosofia di vita!

Al termine del mio ultimo cammino in solitaria, mentre attendevo il treno per tornare a casa, mi è venuta una terribile angoscia!
Ancor prima di tornare a casa mi stavo già tormentando su cosa avrei fatto dopo, nel non voler tornare in una città che non mi dà stimoli, con un lavoro che non mi soddisfa, senza la possibilità di poter inseguire i miei sogni. Ero già nella disperata ricerca di un altro cammino quando ho avuto la risposta a tutto quel malessere:

“Anche quando le mie gambe saranno ferme
il mio cuore sarà in cammino.”

Una frase che mi è balenata in testa all’improvviso, piena di un significato profondo da mettere in pratica nella quotidianità della mia vita.

Vivere in cammino!
Questa la mia filosofia di vita!
Cammino Materano

Ma cosa significa “vivere in cammino”?

Nella mia testa, i giorni successivi, si sono create delle vere e proprie “regole” per vivere felici anche quando dimentichiamo di esserlo:

1. Fermarti quando il tuo corpo e la tua mente lo necessitano. Fermarsi non significa essere deboli ma comprendere quando si è arrivati al proprio limite;

2. Riprendere fiato dopo una lunga salita. Spesso nella vita ci sono salite lunghe e difficili, da farti mancare quasi il fiato. Non andare di fretta, fermati e prendi fiato e dopo ricomincia;

3. Seguire il proprio ritmo. Ognuno di noi ha il proprio ritmo, in tutto. Nei cammini è una delle prime cose che si comprende, cercare di seguire il ritmo di qualcun altro ci porterà ad affaticarci e a rendere il cammino non nostro, più difficile tanto da pensare di non essere in grado e capaci e non ce lo godremo. Comprendere qual è il nostro ritmo e seguirlo, anche se rimarremo indietro o saremo troppo avanti… ognuno ha i suoi tempi;

Parco Nazionale dell’Alta Murgia

4. Parlarsi, ascoltarsi, capirsi, accettarsi, amarsi. Questo si intende sia verso gli altri che, soprattutto, verso noi stessi. Non si può stare bene con qualcuno se non si sta bene in propria compagnia. Non si può amare il prossimo se non siamo capaci di amare neanche noi stessi. È importante sapere camminare soli per trovare la giusta compagnia del camminare assieme nella vita;

5. Accettare le difficoltà e superarle, con le proprie forze, con tutto il tempo di cui abbiamo bisogno. Ognuno ha i suoi tempi. Spesso ci troviamo a soffrire tanto per una cosa che per altri risulterebbe facile da superare o viceversa. La prima cosa da imparare è accettare il dolore e le difficoltà. Dopo aver accettato bisogna camminarci assieme, farci lite, discuterci ed infine farci pace. Solo allora sarete in grado di superare questi dolori. E ricordate che il dolore è soggettivo e la sensibilità anche.

Cammino Materano – Via Peuceta

6. Non tutto si ottiene subito, lo slow travel ci insegna che a piccoli passi, con la pazienza e la determinazione si arriva sempre alla meta. Una delle cose più belle ed importanti che il cammino mi ha insegnato: la pazienza;

7. Sorridere, sempre e comunque, con la pioggia, il sole, il vento, davanti ad un branco di cani randagi arrabbiatissimi: nessuno deve togliervi il sorriso, per nessuna ragione mai, non permettetelo;

8. A volte perdersi ci fa scoprire strade e panorami che ci tolgono il fiato; ogni tanto sbagliate strada, abbiate il coraggio di smettere di seguire il vostro cammino già scelto. Non è scritto da nessuna parte che solo quella che stai percorrendo sia la strada giusta, sei libero di scegliere il sentiero che ritieni più adeguato in quel momento e scoprire dove ti porta e se non sarà ancora quello giusto…beh, cambia ancora!

Via Ellenica – Gravina di Ginosa

9. Potete mollare. Sì, nessuno è costretto a finire un percorso che non sente suo, prendetevi la libertà di mollare tutto e ricominciare. Non sentitevi falliti, non preoccupatevi di deludere, i fallimenti ci insegnano che dobbiamo provarci ancora una volta e con ancora più forza. Mollare vuol dire “non mi sono arreso, ci sto solo riprovando!”, e tu riprova finché non raggiungi ciò che ti fa stare bene;

10. Decidere con chi camminare è fondamentale. C’è chi ti rallenterà, chi ti farà correre, chi giudicherà il peso del tuo zaino e la scelta delle tue scarpe e poi ci sarà chi apprezzerà il tuo ritmo, il tuo passo, il tuo silenzio e il tuo sorriso. Camminare con chi ci fa stare bene, scegliete loro ed eliminate il resto. Non accontentatevi di chiunque pur di non camminare soli. Camminare soli a volte serve: per ascoltarsi, per raccogliere i pensieri, per cercarsi…cammina solo, se ne senti il bisogno, ti aiuterà a capire con chi vuoi davvero camminare;

11. Vivere di poco è il segreto della felicità. Meno hai, più sei felice. Più hai, più vuoi, più non riesci ad apprezzare quello che hai nella tua vita. Più hai, più ti senti solo e più sei infelice. In cammino hai solo uno zaino di qualche kg, 2 cambi, un paio di scarpe, un panino, il volto luminoso e gli occhi che sorridono. Il cammino ti insegna cosa lasciare indietro, di cosa e di chi puoi fare a meno, cosa e chi è realmente fondamentale nelle vostre vite.

Ultreya!
Via Peuceta

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I 10 comandamenti (più uno) del buon camminatore
  1. Fermarti quando il tuo corpo e la tua mente lo necessitano.
  2. Riprendere fiato dopo una lunga salita.
  3. Seguire il proprio ritmo.
  4. Parlarsi, ascoltarsi, capirsi, accettarsi, amarsi.
  5. Accettare le difficoltà e superarle.
  6. Non tutto si ottiene subito.
  7. Sorridere, sempre e comunque.
  8. A volte perdersi ci fa scoprire strade e panorami che ci tolgono il fiato.
  9. Potete mollare.
  10. Decidere con chi camminare è fondamentale.
  11. Vivere di poco è il segreto della felicità.