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Cammini Diario di bordo

Via di Francesco: le tappe da Assisi a Roma e dove dormire

La Via di Francesco è un itinerario che a piedi, in bicicletta o a cavallo, unisce alcuni tra i luoghi simbolo della vita e predicazione del Santo. Lungo circa 500 km, si attraversano la Toscana, l’Umbria e il Lazio fino a raggiungere la città eterna.

Il cuore della via non può che essere Assisi, patria di San Francesco, che si può raggiungere tramite tre differenti vie:

  • La Via del Nord: da La Verna ad Assisi, lunga circa 190 km e un totale di 10 tappe + una variante;
  • La Via del Sud: da Roma ad Assisi, lunga circa 250 km e un totale di 14 tappe + delle varianti;
  • La Via di Roma: ovvero da La Verna a Roma per un totale di 500 km, compresa delle varianti, e un totale di 24 tappe.
Via di Francesco (immagine presa dal web)

Fondo stradale: 30% asfalto a basso traffico veicolare – 70% strade bianche e sentieri

Altitudine massima: 1133 mt

In questo articolo vi parlerò della Via del Sud, da Assisi a Roma (percorsa al contrario, perché ho cominciato il cammino da La Verna, percorrendo l’intera Via di Roma).

Per saperne di più sulla Via di Francesco ti suggerisco di leggere questo articolo:

IN CAMMINO SULLA VIA DI FRANCESCO: DA LA VERNA A ROMA A PIEDI

Le tappe della Via di Francesco

la via del sud (Attenzione! Questa è la via del sud al contrario, da assisi a roma)

La Via del Sud è un itinerario composto da 14 tappe, lungo circa 300 km. La partenza, in questo caso, è la Basilica di San Francesco in Umbria. Il percorso si snoda tra l‘Umbria e il Lazio, si raggiungerà una vetta di bellezza, si attraversano campagne, boschi, borghi, il centro d’Italia per poi arrivare nella città eterna, Roma! E qui l’emozione sarà tantissima!

dettagli delle tappe

1 Assisi ➔ Foligno 19,3 [Dislivello +442 m -550 m]
1A Assisi ➔ Foligno (escursionistica) 22,5 [Dislivello +990 m -1.120 m]
2 Foligno ➔ Trevi 12,5 [Dislivello +423 m -241 m]
3 Trevi ➔ Poreta 12 [Dislivello +549 m -629 m]
4 Poreta ➔ Spoleto 14,9 [Dislivello +675 m – 626 m]
5 Spoleto ➔ Ceselli 16,1 [Dislivello +1.014 m -1.125 m]
6 Ceselli ➔ Arrone 15 [Dislivello +429 m -484 m]
7 Arrone ➔ Piediluco 12,8 [Dislivello +485 m -339 m]
8 Piediluco ➔ Poggio Bustone 22,1 [Dislivello +1.134 m -691 m]
R.1 Variante Arrone ➔ Terni 16,2 [Dislivello +459 m -571 m]
R.2 Variante terni ➔ Greccio 22,1 [Dislivello +1.197 m -672 m]
R.3 Variante Greccio ➔ Rieti 23,4 [Dislivello +812 m -1.065 m]
9 Poggio Bustone ➔ Rieti 17,6 [Dislivello +518 m -940 m]
10 Rieti ➔ Poggio San Lorenzo 21,6 [Dislivello +662 m -569 m]
11 Poggio San Lorenzo ➔ Ponticelli di Scandriglia 20,1 [Dislivello +697 m -859 m]
F.1 Variante per l’abbazia di Farfa 26,2 [Dislivello +762 m -1.034 m]
12 Ponticelli di Scandriglia ➔ Monterotondo 29,4 [Dislivello +742 m -930 m]
13 Monterotondo ➔ Monte Sacro 18,7 [Dislivello +371 m -484 m]
14 Montesacro ➔ Basilica di San Pietro in Vaticano 15,2 [Dislivello +198 m -209 m]

Via di Francesco: le tappe della Via del Sud (immagine presa dal web)

Segnaletica

La segnaletica che ritroveremo in Umbria è caratterizzata da segnaletiche verticali contraddistinte da un cartello metallico bianco, che ci segnalano la direzione, la destinazione, il kilometraggio.
Mentre in Lazio la segnaletica cambia. Ritroviamo il cartello metallico composto da una fascia di colore blu e giallo che è il segnale di riconoscimento della via.

Inoltre, il simbolo chiave di questo cammino, ovviamente, è il Tau giallo che lo ritroviamo come segnale in vernice, sugli alberi, sui muri, sulle pietre.
I suoi colori sono il giallo e il blu, infatti come segnaletica ritroviamo una fascia dai seguenti colori in vernice, o, per quanto riguarda dentro i centri urbani, la ritroviamo sotto forma di adesivo.

Segnaletica Via di Francesco

Alcune volte il segnale potrebbe essere nascosto, per esempio coperto da piante in crescita, basta ricercare il segnale successivo, posto di solito a circa 200 metri dal precedente.

Tracce GPX e guide

La via è perfettamente segnalata. Non c’è rischio di perdersi! Ma, nel caso ci fosse bisogno o per sentirsi più sicuri, si possono scaricare le mappe in gpx direttamente sul sito ufficiale della via!

La guida della via di Francesco è presente sia in versione cartacea che online. Nella guida sono presenti tutte le tappe, i dislivelli, kilometraggi, accoglienze ect… Molto utile e comoda, io le compro sempre prima di partire per un cammino! La potete trovare qui!

Inoltre, la guida online la potete trovare sul sito ufficiale del cammino. In più, vi consiglio di iscrivervi alla pagina FB della “Via di Francesco”, dove potete trovare aggiornamenti, lista delle accoglienze aggiornate, potete fare domande e chiarire i vostri dubbi!

Le mie tappe e i miei pernottamenti sulla Via di Francesco

NOTA BENE: I PREZZI SONO RISALENTI AD OTTOBRE 2021 PER UNA SOLA PERSONA.
QUESTI SONO I PERNOTTAMENTI IN CUI SONO STATA IO. SULLE GUIDE TROVATE ALTRI PERNOTTAMENTI, CHIAMATE SEMPRE LE STRUTTURE PER I PREZZI E LA DISPONIBILITÀ.
Verso Trevi, tra gli ulivi

Quello che vi racconterò qui è la Via del Sud fatta al contrario, ovvero, da Assisi a Roma. Io ho fatto l’intera Via di Roma, quindi da La Verna a Roma, dopo Assisi ho continuato raggiungendo la capitale.
L’itinerario è lo stesso, fatto eccezione per averlo percorso al contrario. Ho fatto delle variazioni al mio percorso per dei problemi dovuti ai pernottamenti indisponibili su alcune tratte, quindi troverete delle tappe diverse. Ho percorso, per un tratto, il cammino “Di qui passò Francesco”. Il cammino prosegue uguale fino a Trevi, dopodiché ho variato arrivando a Spoleto e proseguendo per la Romita di Cesi, non presente sulla Via di Francesco, saltando quelle tappe che non avevano disponibilità di pernottamento.
Dalla Romita di Cesi ho proseguito verso Terni e da lì ho ripreso il cammino della Via di Francesco fino a Roma.

prima tappa: da assisi a foligno (variante escursionistica)||26 km||7h||difficoltà: impegnativa

Inutile dirlo, ma per me questa è stata una delle tappe più belle e suggestive di tutto il cammino! Ho scelto di fare la variante escursionistica perché, da amante del trekking, non potevo perdermi una tappa del genere.

Cavalli selvaggi sul Monte Subasio

Lasciandoci alle nostre spalle Assisi, ci incamminiamo in salita fra i boschi del Monte Subasio fino a raggiungere l‘Eremo delle Carceri. Vi consiglio caldamente di fermarvi a visitarlo, merita!
Da qui proseguiamo lungo sentieri stretti e sassosi, completamente immersi nella natura incontaminata del Parco Regionale del Subasio. Si fatica un po’, ma quando si arriva alla vetta e si scorge una meravigliosa vista, il senso di appagamento è infinito! Qui, uno degli incontri più belli in assoluto: cavalli selvaggi!
Si prosegue lungo il versante della montagna, fra lecci e roverelle.

Sul monte Subasio, l’incontro dei cavalli selvaggi

La parte più difficoltosa è stato il vento molto forte di quella giornata, mi ha dato del vero filo da torcere.

Il sentiero comincia a scendere, abbandonando l’ambiente selvaggio ed inoltrandosi tra gli ulivi, sino a raggiungere il piccolo borgo di Spello, uno dei borghi più belli visitati! Merita un piccola visita tra i suoi vicoli fioriti (non a caso viene chiamata la città dei fiori).
Si continua su strada asfaltata verso Foligno.

pernottamento:

-Foligno- Ostello di Foligno (posto letto in camerata con bagno in camera+colazione) 18 euro.

seconda tappa: da foligno a trevi||12 km||3h||difficoltà: facile

La tappa di oggi si presenta semplice e tranquilla. Attraversiamo strade piene di ulivi e piccole frazioni. La pendenza aumenta dolcemente, senza affaticare. La salita un po’ più dura della giornata la troviamo arrivando a Trevi, che si trova in cima ad una collina. Bellissima la vista della piccola cittadina su questa dolce e verde collina.

Trevi, sulla cima della collina
pernottamento:

-Trevi- Residence Sant’Emiliano (pernottamento in camera singola con bagno in camera) 35 euro. A Trevi c’è la possibilità di alloggiare nelle ospitalità religiose ma nel periodo autunnale erano chiusi. Controllare le date di apertura e chiusura.

terza tappa: da trevi a spoleto||22 km||5h||difficoltà: facile

Da Trevi ho proseguito direttamente a Spoleto, tramite l’itinerario “Di qui passò Francesco”. Nella tappa di Poreta e di Ceselli non ho trovato ospitalità. Essendo anche piccole frazioni non sono riuscita a trovare nulla neanche su Booking. Così ho optato per fare questa deviazione.

L’inizio della tappa è uguale. Ad un certo punto, invece di seguire le indicazioni per Poreta sui cartelli metallici sulla sinistra, bisogna proseguire dritto seguendo una freccia gialla posta su un muretto. La segnaletica “Di qui passò Francesco” è quasi inesistente. Bisogna avere davvero gli occhi aperti per scorgere quei pochi segnali presenti. La segnaletica è la freccia gialla e il tau giallo.

Spoleto, Patrimonio Mondiale Unesco

La tappa non presenta dislivelli importanti ed è molto interessante a livello paesaggistico.
Si attraversano campagne di ulivi, ci si perde tra i vicoli del piccolo borgo Lizori alle pendici del castello di Pissignano, le Fonti del Clitunno ed, infine, attraverso la ciclovia Assisi – Spoleto si arriva nella bellissima cittadina dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Unesco!
È d’obbligo girare nelle sue vie e andare a vedere le sue meraviglie, tra cui il Ponte delle Torri che per ora è inagibile.

pernottamenti

-Spoleto- Istituto Suore Bambin Gesù (camera singola con bagno in camera+colazione) 26,50 euro.

quarta tappa: da spoleto alla romita di cesi||32 km||7h||difficoltà: impegnativa

Anche per questa tappa proseguirò attraverso il cammino “Di qui passò Francesco”. Da una parte sono felice di aver deviato l’itinerario, giungendo in uno dei posti più belli e particolari in cui io sia mai stata: La Romita di Cesi!

Mi era stato detto da molti di andare a trovare Fra’ Bernardino alla Romita di Cesi. Non è solo un posto magico, ma anche chi lo gestisce brilla di luce propria e lascia un ricordo indelebile all’interno del tuo cuore.
Dato che anche a Ceselli non sono riuscita a trovare ospitalità, mi sembrava un’ottima idea passare a scoprire la bellezza di questa Romita.

Verso la Romita

La tappa è lunga e la stanchezza comincia a farsi sentire parecchio.
L’inizio della tappa non comincia nel migliore dei modi perché bisogna camminare per km lungo una provinciale trafficata (potete saltare questo pezzo prendendo il bus o il treno, arrivare al paesino di San Giovanni di Baiano e da lì proseguire a piedi). A San Giovanni di Baiano potete fermarvi per prendere qualcosa da mangiare, è l’unico paesino che troverete in tutta la tappa.
Anche se l’inizio della tappa non è molto suggestiva, il meglio arriva più tardi, dove bisogna attraversare dei bellissimi boschi fino alla Romita. Qui ho avuto numerosi incontri con dei giganteschi cinghiali 😀
Ricordate, in caso di un loro incontro, che loro hanno paura di voi e non attaccano l’uomo se non si sentono minacciati. La mia tecnica è stata quella di fare rumore per farli andar via. Non nascondo di essermi presa uno bello spavento. Erano in molti, proprio sul sentiero, ed io ero sola e con il cellulare senza campo. La mia mente ha cominciato ad andare in palla, finché non mi sono ricordata di tutti quei articoli letti sul da farsi in caso li avessi incontrati. Avevo un piccolo fischietto attaccato allo zaino, in caso di necessità, e mi è bastato fischiare per farli andar via e poter passare sul sentiero.

Da qui si comincia a salire e salire. Per poi scendere arrivando alle segnaletiche che ci indicano la Romita.
Non c’è niente di meglio che giungere in un posto del genere dopo così tanta fatica. Un bel thè caldo e qualche chiacchiera ristora il mio animo. Fra’ Bernardino ha una delle anime più dolci e speciali che abbia mai incontrato. Non vi dico nient’altro, sarebbe bello scoprire questo luogo con i vostri occhi e i vostri cuori.

La Romita di Cesi

La tappa l’ho seguita grazie ad una mappa trovata su wikiloc, altrimenti mi sarei persa non so quante volte poiché la segnaletica è quasi inesistente.

pernottamento:

-Romita di Cesi- cena+colazione+pernottamento a donativo

quinta tappa: dalla romita di cesi a stroncone||17km||4h||difficoltà: facile

Il risveglio alla Romita di Cesi è stato qualcosa di speciale. Dopo aver fatto colazione, e salutato questo posto con un po’ di malinconia, mi incammino nel bosco per prendere un’autobus che mi porterà a Terni. Purtroppo solo il giorno prima ho scoperto di non riuscire ad arrivare a Stroncone a piedi dalla Romita. Per un mio piccolo errore di calcolo e programmazione, mi sono ritrovata a dover prendere un’ardua decisione. Purtroppo il pernottamento a Stroncone l’avevo già pagato, senza possibilità di rimborso e non potevo dividere la tappa. Quindi, con tanta delusione, ho optato per prendere un bus per raggiungere Terni e da lì proseguire a piedi verso Stroncone. Da qui riprendo il cammino della “Via di Francesco”.

Verso Stroncone

La tappa si presenta abbastanza semplice. Lasciata alle spalle la cattedrale di Terni, percorriamo la periferia della città, fino a raggiungere il bellissimo borgo di Stroncone. Il piccolo borgo ci dà il benvenuto con immense salite 😀 Benvenuti a Stroncone!
A Stroncone ho dormito in un piccolo appartamento trovato su booking, dove la signora mi ha portato la cena. Un gesto davvero carino 🙂

PERNOTTAMENTO:

-Stroncone- pernottamento in un piccolo appartamento trovato su booking (anche qui nessuna disponibilità dei B&B convenzionati) 34 euro.

SESTA TAPPA: DA STRONCONE a GRECCIO||19,5KM||5H||DIFFICOLTÀ: FACILE

Il sentiero che andremo a percorrere oggi si chiama “Sentiero di San Bernardino”, grande seguace di Francesco che costruì gli eremi in cui visse Francesco, e che noi visitiamo. Si lascia l’Umbria ed entriamo, finalmente, nel Lazio. Roma è sempre più vicina! Passeremo dai “Prati di Stroncone”, un’area verde pianeggiante dove rigenerarsi. Dopo circa 4 km, attraverso un sentiero arriveremo al Santuario di Greccio. Vi consiglio di visitarlo, per poi proseguire per Greccio, che dista un paio di km.

Appena entrata in Lazio!

Greccio è un paesino davvero adorabile, famoso per il suo presepe vivente. In pietra, con tanti particolari che attirano tra le sue viuzze. Infine, il suo piccolo centro ospita un bar e un ristorantino, dove potersi fermare per una pausa. Io ho pranzato al piccolo ristorante sulla piazza, dove ho avuto un caloroso benvenuto dai cittadini. Tra chiacchiere ed ammirazione, mi è stato offerto il pranzo da alcuni e il bere da altri. È stato davvero emozionante e mi sono sentita benvoluta.
Il B&B dove pernotto, dista un paio di km dal paese.

PERNOTTAMENTO:

-Greccio- B&B Il Cammino (pernottamento con bagno in camera+colazione) 30 euro. Ho cenato dalla signora Elisabetta della Home Restaurant Casa di Benny, vi viene a prendere in macchina e vi riaccompagna.

SETTIMA TAPPA: DA GRECCIO A RIETI||23KM||6H||DIFFICOLTà: MEDIA

Dal B&B, ci rimettiamo sul percorso verso Rieti. Come primo incontro, avremo l’Abbazia cistercense di San Pastore (attualmente è una struttura privata), che potremo ammirare dall’esterno.
Successivamente, supereremo Contigliano e, dopo vari sali e scendi, arriviamo nel centro abitato di Piani di Poggio Fidoni, dove c’è la possibilità di una sosta rigenerante. Il percorso prosegue in salita fino a raggiungere  la cime del Colle Sant’Elia (649 s.l.m.).

Rieti, il centro d’Italia

Da qui possiamo riposarci, il percorso continua in discesa attraverso il bosco fino a raggiungere il Santuario di Fonte Colombo, uno dei luoghi del cuore della Via di San Francesco, dove si consiglia una sosta. Da qui il percorso è tutto in discesa fino alla deliziosa città di Rieti. Siamo esattamente nel centro d’Italia, lo sapevate??
Rieti è una splendida città ricca di luoghi d’arte e di storia, se avete più tempo vi consiglio di fare l’esperienza di visitare la Rieti Sotteranea.

PERNOTTAMENTO:

-Rieti- La terrazza fiorita (pernottamento+colazione) 26 euro. Rita è una viaggiatrice e una donna formidabile, dovete conoscerla!

OTTAVA TAPPA: DA RIETI A POGGIO SAN LORENZO||22KM||6H||DIFFICOLTà: FACILE

Che inizio meraviglioso! Un cartello ci indica che mancano esattamente 100 km a Roma! Che saranno mai 100 km rispetto a tutti quelli fatti finora?!
Appena lasciata Rieti, incontro Franz, un ragazzo tedesco che è partito dalla porta di casa sua (in Germania) per arrivare a Roma. Stava camminando da due mesi! Incredibile!
Percorriamo i primi 8 km attraverso la Valle Santa di Rieti e i suoi campi, in piano. Dopo aver attraversato la passerella pedonale sul fiume Turano si inizia a percorrere il sentiero sul tracciato dell’antica Via Salaria. La Via Salaria è l’antica strada consolare romana che collegava Roma con il mare Adriatico. Superiamo il Ponte Sambuco del IV secolo a.c. e proseguiamo in salita sino a raggiungere il piccolo paesello di Poggio San Lorenzo.
Franz proseguirà per un altro po’, arriverà a Roma due giorni prima di me.

Poggio San Lorenzo
PERNOTTAMENTO:

-Poggio San Lorenzo- Casa del Pellegrino (posto letto in camerata con bagno in comune) 15 euro.

NONA TAPPA: DA POGGIO SAN LORENZO A PONTICELLI DI SCANDRIGLIA||20KM||7H||DIFFICOLTà: MEDIA

È stata per me una tappa davvero impegnativa a livello psicologico. Sono partita con l’ansia di trovare cani pastore sulla via, dato gli innumerevoli discorsi fattomi dagli abitanti di Poggio San Lorenzo. Dato una mia precedente disavventura con un branco di cani in un precedente cammino, da quel giorno non ho un bel rapporto con i branchi di cani, soprattutto se mi trovo da sola e in mezzo al nulla. Mi si è presentata una specie di fobia e questa cosa mi ha fatto vivere male tutta la tappa.
Il cammino comincia in un paesaggio di boschi e colline, per poi lasciare man mano il posto ai campi di olivo.
Si prosegue in discesa fino all’incrocio per Monteleone Sabino. Qui la bellezza si fa forte e potente, grazie alla presenza di maestosi alberi di quercia.
Camminando si incontrano l’area archeologica di Trebula Mutuesca e la spettacolare Chiesa romanica di Santa Vittoria con le sue catacombe e un pozzo d’acqua dalle proprietà terapeutiche.
Si alternano salite e discese tra frutteti, vigneti e campi di olivo. Lungo un sentiero si raggiunge la Chiesa di San Martino e poi si raggiunge il paese arroccato di Poggio Moiano. Qui possiamo cogliere l’occasione per una sosta e un riposo rigenerante.

Segnaletiche lungo il cammino

Si continua lasciandoci alle spalle il paese e proseguendo su strada sterrata tra campagne. Qui, il mio incontro con una decina di cani di proprietà lasciati liberi che mi sono venuti letteralmente addosso abbaiando. Inutile dire che mi sono pietrificata e la mia, già latente, paura si è fatta gigante! Dopo aver chiamato aiuto per minuti interminabili, è uscita fuori la proprietaria, da un casale che sembrava abbandonato. Ha chiamato a sé i suoi cani, scusandosi e mi ha messo in guardia che più avanti avrei trovato un gregge con a seguito il suo cane pastore. Nessun problema, se non fosse che ero terrorizzata dopo tutte le mie disavventure. Ho proseguito per qualche metro, finché non ce l’ho fatta e ho chiamato la signora del B&B. L’incontro ravvicinato con la mia fobia, lo spavento, l’essere sola, la paura di incontrarne altri e l’essere consapevole di essere stanca psicologicamente, mi ha fatta fermare. Ho capito che avevo raggiunto il mio limite, che proseguire significasse farmi del male. Perché sentivo di non farcela. Ho pianto a dirotto mentre aspettavo che la signora venisse a prendermi. Ho sentito di aver fallito per non aver raggiunto la tappa a piedi, per aver “barato” gli ultimi 5 km, di non essere stata capace di tenere a bada una fobia. Col senno di poi, so di aver ascoltato me stessa e i miei bisogni. Il bisogno di fermarmi, il bisogno di chiamare aiuto, perché, in quel momento, da sola sapevo di non farcela.

Verso Ponticelli di Scandriglia

Ho raggiunto il B&B in auto con la signora. Gli ultimi 5 km non sono riuscita a farli per un mio blocco, consapevole di non essere riuscita a superare quella mia paura. Non sarò mai grata abbastanza alla signora che mi è venuta in aiuto. Il mio corpo era pietrificato, tremavo e piangevo, non sarei mai stata capace di andare avanti. Spero un giorno di riuscire a superare questa mia paura.

Questa è la mia esperienza personale. Ovvio che, chi non ha mai avuto problemi coi cani (come io fino a due anni fa), prende queste esperienze in maniera più tranquilla. Quindi, non voglio mettervi paura, pressione, ansia, i casi sono sporadici. I cani pastore non attaccano l’uomo se ci si comporta nella maniera più giusta. Sono lì per proteggere il gregge e fare il loro lavoro. Per quanto riguarda i branchi di cani randagi, la mia è stata una disavventura finita, per fortuna, bene. I branchi sono sempre pericolosi, agite con cervello. Infine, per i cani di proprietà, il proprietario dovrebbe tenerli nella sua proprietà e non lasciarli andare in giro da soli, senza la custodia di nessuno, in un percorso pubblico (soprattutto se sono una decina). È fuori legge e anche pericoloso. So per certa che quei cani non mi avrebbero mai fatto del male, non avevano intenzioni cattive, ero solo io che, data la mia fobia, ero nel panico totale.

PERNOTTAMENTO:

-Ponticelli di Scandriglia- Casale il Viandante (pernottamento camera singola con bagno all’esterno+colazione) 30 euro.

DECIMA TAPPA: DA PONTICELLI DI SCANDRIGLIA A MONTEROTONDO||30KM||8H||DIFFICOLTà: IMPEGNATIVA

Ci dividono pochissimi km al nostro arrivo nella città eterna. Questa è l’ultima tappa impegnativa che troveremo, dopodiché, le ultime due tappe saranno abbastanza facili. Comincio a tirare le somme di questo cammino, lungo e faticoso ma gratificante e stupendo!
Si parte in discesa, ci lasciamo alle spalle Ponticelli e, alternando tratti di asfalto e sterrata, tra oliveti e querce, raggiungiamo il paese di Poggio Corese.

Ultime tappe del cammino…

Durante il cammino, incroceremo alcuni tratti della Via Salaria vecchia e raggiungeremo la cittadina di Acquaviva, dove possiamo approfittarne per una pausa.
Si scende a valle per poi risalire, con alcuni strappi ripidi, verso il centro abitato di Montelibretti, dove sorge il Palazzo Barberini.
Di nuovo si incontra la via Vecchia Nomentana, antica strada consolare romana. Il cammino alterna salite e discese nella Riserva naturale di Macchia di Gattaceca. Manca poco a raggiungere il centro storico di Monterotondo, antico feudo della famiglia principesca dei Barberini.

PERNOTTAMENTO:

-Monterotondo- B&B Antonella (pernottamento+colazione) 30 euro (camera presa su booking).

UNDICESIMA TAPPA: DA MONTEROTONDO A MONTESACRO||18KM||4H||DIFFICOLTà: FACILE

Ci si sveglia con la consapevolezza che mancano solo due tappe alla fine di questo meraviglioso cammino. Mi incammino per la penultima tappa con il mio fidanzato, che mi ha raggiunta per terminare questo mio cammino assieme.
La tappa non presenta difficoltà. Affronteremo dei continui sali e scendi piacevoli, camminando nella Riserva naturale della Marcigliana. Una volta lasciata la Riserva, si entra nell’area urbana di Roma. Dopo quasi un mese di cammino, l’incontro con il caos della città non è per niente piacevole. Per lo meno ci si comincia ad abituare a tornare nella realtà.

Tutte le strade portano a Roma
PERNOTTAMENTO:

-Montesacro- B&B MovieHome (pernottamento+colazione) 30 euro (B&B preso su booking).

DODICESIMA TAPPA: DA MONTESCRO A PIAZZA SAN PIETRO||15KM||3H||DIFFICOLTà: FACILE

Ultima tappa. Come ci si dovrebbe sentire? Quali sono le emozioni che si dovrebbero provare nell’ultimo giorno di un lungo cammino? Le emozioni sono contrastanti. Combattono tra di loro un forte euforia, di portare a termine un obiettivo, e la tristezza di terminare una cosa così bella, di tornare alla realtà di tutti i giorni. L’ultima tappa, purtroppo, non ha niente di entusiasmante. Si cammina su asfalto, tra traffico e cemento. Il caos della gente, delle auto, dopo settimane passate tra la natura, in silenzio, da sola, non è per niente piacevole. Mi disturba e mi incattivisce l’umore. Il percorso, comunque, all’inizio, evita le strade trafficate e rumorose e si cammina sulla pista ciclabile lungo il Tevere attraversando qualche parco.
In pochissimo tempo si arriva nel cuore della città, cominciamo a vedere da lontano la Basilica di San Pietro e questo aumenta l’euforia e la voglia di arrivare. Dall’altro lato c’è qualcosa che frena la corsa, il bisogno di non terminare questo cammino.

L’arrivo a Roma

In men che non si dica, ci ritroviamo dinanzi ad una delle meraviglie del mondo: la Basilica di San Pietro. Maestosamente bella e piena di gente, come sempre. Il tempo è grigio, comincia a piovere, ma io mi godo al massimo questo momento. La meta è raggiunta. Il cammino è terminato ed io sono così fiera di me, così felice di aver raggiunto questo obiettivo: arrivare a Roma a piedi. In totale, partita da La Verna, ho camminato per 450 km, divisi in 23 giorni. È una sensazione fantastica.

La credenziale completa e il Testimonium

Ora manca l’ultimo timbro e ritirare la credenziale, che troverete nella sacrestia della Basilica. Quindi, dovrete fare la fila, sottoporvi ai controlli per entrare, lasciare il vostro zaino al guardaroba ed entrare nella Basilica. Beh, arrivare fino a Roma a piedi è d’obbligo visitare la Basilica anche se ci siete già stati. Troverete la sacrestia che al pomeriggio riapre per le 15.

vuoi percorrere anche la via del nord o percorrere l’intera via di roma? trovi qui tutto ciò che devi sapere:
Via di Francesco: le tappe da La Verna ad Assisi e dove dormire
In cammino sulla Via di Francesco: da La Verna a Roma a piedi
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Il Cammino Materano: la Puglia a piedi verso Matera
Sentiero del Viandante: camminando affacciati sul lago di Como
Tutto ciò che devi sapere sulla Via degli Dei: da Bologna a Firenze a piedi
Equipaggiamento del Viandante: come preparare lo zaino


I 10 comandamenti (più uno) del buon camminatore
  1. Fermarti quando il tuo corpo e la tua mente lo necessitano.
  2. Riprendere fiato dopo una lunga salita.
  3. Seguire il proprio ritmo.
  4. Parlarsi, ascoltarsi, capirsi, accettarsi, amarsi.
  5. Accettare le difficoltà e superarle.
  6. Non tutto si ottiene subito.
  7. Sorridere, sempre e comunque.
  8. A volte perdersi ci fa scoprire strade e panorami che ci tolgono il fiato.
  9. Potete mollare.
  10. Decidere con chi camminare è fondamentale.
  11. Vivere di poco è il segreto della felicità.

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